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Antartide: una terra da scoprire.

 

Dal primo anno della Scuola media abbiamo affrontato il “Progetto Meteo scuola”.

Nei primi due anni abbiamo incontrato temi che ci riguardano: il clima, gli inquinanti o le nuvole. Quest'anno, come tema principale, si è trattato l'Antartide.

Il tema è stato scelto perché il dottor Sudati, l'esperto meteo che ci ha guidati, è partito per una spedizione in quel continente.

Per approfondire l'argomento abbiamo visitato l'interessante Museo dell'Antartide, a Genova.

Una guida molto preparata ci ha parlato prima degli aspetti fisici dell'Antartide, poi delle attrezzature utilizzate dagli scienziati che lavorano in quei luoghi ed infine delle basi di ricerca, principalmente di quella italo-francese, la base “Concordia”, e di quella italiana intitolata a “Mario Zucchelli”.

Grazie a queste possibilità abbiamo acquisito nuove conoscenze e soddisfatto molte curiosità.

 

 

Impressioni sul collegamento con la missione in Antartide della III B

 

  •  Giovedì 27 gennaio ci siamo collegati con la base Mario Zucchelli in Antartide. Aspettavamo questo momento da quando abbiamo inviato il nostro lavoro di gruppo all’ENEA, due mesi fa. Penso che la nostra impazienza e le nostre aspettative siano state ampiamente ripagate dal capitano Sudati il quale ha convocato degli esperti che hanno gentilmente risposto in modo esauriente alle nostre domande.
  •  Ciò che mi ha colpito molto è che abbiamo potuto trascorrere veramente un giorno in Antartide, perché è stato possibile apprezzare le innumerevoli differenze tra l’ambiente in cui viviamo e la zona polare.
  •  Mi ha sorpreso lo scorcio di Antartide che è stato possibile osservare quando il capitano ha sollevato il portatile utilizzato per la diretta Skype, l’elemento preminente in questa “cartolina polare” era il “Monte Melbourne” un vulcano situato a 42 km dalla stazione. Nonostante la distanza, la sua sagoma si vedeva nettamente grazie alla limpidezza e alla pulizia dell’aria. Questo fatto ci interroga sulla veridicità di ciò che si percepisce, infatti i nostri cinque sensi possono confondersi per vari fattori come le condizioni atmosferiche, e perciò è insensato fidarsi completamente di ciò che vediamo, gustiamo, tocchiamo e sentiamo.
  • Abbiamo provato grande emozione durante i preparativi, pertanto la nostra impazienza ha reso più apprezzabile l’evento.
  •  Un momento che mi ha elettrizzato è stato quando gli alunni di terza hanno presentato il lavoro svolto durante le ore di scienze.
  • Interessante è stato scoprire che pochi mesi prima il mare era ricoperto da uno strato di ghiaccio.
  • Mi ha stupito che gli animali si siano abituati a vivere vicino all’uomo, ad esempio quando un sub s’immerge, le foche continuano a nuotare tranquillamente.
  • Sono rimasto impressionato dalle competenze dei ricercatori che devono monitorare contemporaneamente una notevole quantità di fenomeni.
  •  Nell’attesa del collegamento ero agitata, quasi in ansia. La curiosità mi stava dominando quando finalmente è arrivata la chiamata: è stato un momento indimenticabile.
  • La prima cosa che ho notato nel rivedere il dottor Sudati è stato il suo abbigliamento, indossava infatti una maglietta polo  a maniche corte, nonostante si trovasse al Polo Sud grazie alla temperatura interna del container.
  • Un altro aspetto che mi ha colpito, e a cui inizialmente non ho dato molta importanza, è che, mentre in Italia era mattina, in Antartide erano le 10 di sera e splendeva ancora il sole. Una nozione letta sui libri, ma che solo in quel momento si concretizzava.
  • Quando il meteorologo ha rivolto la webcam verso l’esterno  è apparso un paesaggio  irreale, un dipinto realizzato da un bravissimo pittore … Mi hanno emozionato e affascinato il bianco puro del ghiaccio e l’immobilità che lo avvolgeva.
  • Durante il collegamento il dottor Sudati ci ha presentato alcuni dei suoi colleghi. Ad ognuno è affidato un compito diverso: c’è chi studia vulcani, chi gli organismi e chi si occupa del carotaggio dei ghiacci. E’ veramente interessante scoprire come così tanti uomini siano impegnati nello studio di un ambiente in apparenza molto semplice.
  • Durante il collegamento abbiamo rivolto numerose domande al dottor Sudati e la risposta che più mi ha colpito e commosso è stata quella riferita alla nostalgia che prova verso la famiglia lontana. Le parole del meteorologo sono state molto toccanti.
  • A conclusione del collegamento è stato esaltante salutare in coro i ricercatori, ma ho provato anche un  po’ di tristezza, infatti avrei voluto vivere anch’io la loro esperienza in Antartide.
  • E’stata un’esperienza davvero emozionante: siamo riusciti a “comunicare” con il continente più a sud del pianeta e ad esplorarlo attraverso la webcam.
  • Non riesco a capacitarmi di come il dottor Sudati abbia potuto vivere ben quattro mesi in una terra inospitale, sempre in compagnia delle stesse persone e senza poter vedere la sua famiglia, se non pensando che è mosso da una fervida curiosità.

 

 

 

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